Studio Campese odontoiatria Ferrara

Cos’è l’Endodonzia?

L’endodonzia si occupa del recupero di denti e di radici dentali che per cause traumatiche o batteriche abbiano danneggiato irreparabilmente la polpa dentaria contenuta al loro interno (costituita da vasi sanguigni, nervi e vasi linfatici). L’endodonzia è chiamata anche devitalizzazione dentaria.

Quando è necessario eseguire la terapia endodontica o devitalizzazione?

Potendo il dente svolgere il suo compito anche senza la presenza della polpa al suo interno, risulta chiaro che, se possibile, invece di estrarlo è sempre bene eseguire il trattamento endodontico. Si ricorre ad esso quando una lesione cariosa o traumatica al dente abbiano determinato una infiammazione del tessuto pulpare impossibile da guarire, che ne rende necessaria la sua rimozione. Si esegue la devitalizzazione ad esempio, anche quando l’elemento dentario in questione debba essere coinvolto in riabilitazioni protesiche che, a causa della eccessivo rimpicciolimento durante la sua limatura, esponessero la polpa.

Storia ed evoluzioni

L’endodonzia, eseguita a partire dal 1700 con materiali di fortuna (puntine da grammofono, cementi a base di antibiotici, chiodi, ecc…) e medicazioni molto spesso estemporanee, ha assunto la sua connotazione scientifica quando Herbert Schilder, universalmente riconosciuto il padre di questa branca odontoiatrica, nel 1974 ha pubblicato l’articolo nel quale riassumeva i principi base della moderna endodonzia: 1)sagomatura, 2)detersione, 3)riempimento tridimensionale del sistema canalare.
Nello Studio Campese si utilizzano le metodologie, i materiali e gli strumenti di ultima generazione che mettono in pratica questi principi. Viene utilizzato il rilevatore elettronico di apice, uno strumento elettromedicale che permette di determinare la lunghezza del canale, di fondamentale aiuto assieme alle radiografie per lavorare correttamente l’interno della radice; il manipolo endodontico, che fa ruotare gli strumenti all’interno del canale con controllo computerizzato in base al tipo di canale e di strumento utilizzato. Vengono adoperati strumenti endodontici di ultima generazione per sagomare il canale nel modo migliore e meno traumatico possibile. Infine si usano cementi e materiali riempitivi certificati e assolutamente privi di tossicità per l’organismo.

Tecniche Endodontiche

Le tecniche endodontiche sono sostanzialmente due e si dividono in:
ORTOGRADA
RETROGRADA

Cos’è la terapia Ortograda?

E’ la tecnica di devitalizzazione utilizzata quando è possibile operare all’interno del dente stesso, percorrendo le normali strade nei canali radicolari.

Come si viagra en vente libre en france esegue?

La terapia endodontica ortograda, comunemente chiamata terapia canalare o

devitalizzazione, è composta da diverse fasi:
Accesso alla camera pulpare all’interno del dente.
Sagomatura e detersione degli spazi endodontici tramite strumenti endodontici manuali (k-files, headstrom, reamers etc.) o meccanici (strumenti in acciaio come frese di Gates e Largo, o in nichel-titanio come M2, Pro-files, Pro Taper, Lightspeed etc.) con l’aiuto di soluzioni irriganti ad azione https://www.acheterviagrafr24.com/viagra-pour-homme/ detergente e/o disinfettante (acqua ossigenata, ipoclorito di sodio, calcio-chelanti).
Riempimento di tutto il sistema di canali con una gomma termoplastica (guttaperca) ed un cemento canalare che vadano ad obliterare gli spazi più microscopici.
Controllo radiografico della correttezza della terapia.

Cos’è la terapia Retrograda o apicectomia?

Più comunemente indicata come endodonzia chirurgica o apicectomia (dal greco, asportazione di parte della radice), consiste nel rimuovere una parte più o meno grande di radice, quando non sia possibile guarirla dall’interno.
Si utilizza nei casi in cui la via ortograda risulti inagibile per la presenza di impedimenti (come perni endocanalari o strumenti rotti di impossibile rimozione, per processi di calcificazione tali da aver comportato la sostanziale sparizione del lume canalare, ecc…) o per il fallimento della terapia ortograda.

Come si esegue l’apicectomia?

L’accesso chirurgico alla radice malata avviene dalla parte della guancia, con il sollevamento di un lembo gengivale in corrispondenza degli apici dei denti da raggiungere. Si esegue un’apertura attraverso l’osso del diametro di circa 1cm fino al raggiungimento dell’apice radicolare da asportare.
L’apice viene tagliato e rimosso (da cui il termine apicectomia) utilizzando strumenti meccanici od ultrasonici; viene quindi eseguita la preparazione di una sede per la sigillatura retrograda degli spazi endodontici nella porzione di radice residua. La chiusura del canale esposto avviene per mezzo di MTA (mineral-triossido-aggregato o cemento di Portland medico), preferito ad altri per le migliori caratteristiche di biocompatibilità. Il foro aperto nell’osso si chiude autonomamente, ma si può riempire con materiale riparativo osteogenetico, come osso del paziente viagra sans ordonnance od analoghi sostitutivi. L’operazione si conclude con la sutura del lembo gengivale; l’intervento viene normalmente eseguito in anestesia locale, se necessario con il supporto della sedazione cosciente.

La polpa dentale va sempre rimossa se si espone?

Quando una parte di polpa viene accidentalmente esposta (ad es. caduta in bicicletta con frattura di denti incisivi) ma non viene traumatizzata o infettata, sia nei denti decidui che nei definitivi, possiamo tentare di salvarla con due tecniche:
INCAPPUCCIAMENTO DELLA POLPA
PULPOTOMIA PARZIALE.

Cos’è l’incappucciamento della polpa?

La tecnica dell’incappucciamento pulpare cialis 20 mg comprime pellicule boite de 8 consiste nel ricoprire la parte

di polpa esposta (più è grande la porzione esposta, minori saranno le probabilità di riuscita) con materiali a lei affini (in genere Idrossido di Calcio) che le diano modo di mettere in atto quei processi riparativi che creino una ricopertura della zona esposta con tessuto rigido (dentina) mantenendo il dente vitale. Al di sopra dell’Idrossido di Calcio si esegue una otturazione con materiale composito.
Se la parte di tessuto pulpare è troppo grande per eseguire l’incappucciamento ma voglio cercare di salvarla, posso eseguire la PULPOTOMIA CAMERALE o PARZIALE.

Cos’è la pulpotomia camerale o parziale?

E’ una tecnica che consiste nell’asportare chirurgicamente la porzione più superficiale di polpa esposta nel tentativo di salvare la porzione rimanente. Una volta rimossa la polpa superficiale si difende quella residua con Idrossido di Calcio con al di sopra materiale da otturazione.

Perchè si esegue la pulpotomia camerale?

La pulpotomia si esegue in genere su denti decidui (ma si può eseguire anche sui definitivi) per mantenerli al loro posto il più possibile in attesa dell’arrivo del corrispondente definitivo, in quanto una perdita precoce del dente da latte comporta un movimento dei denti rimasti che spesso impedisce ai definitivi di crescere allineati correttamente.
Gli incappucciamenti e le pulpotomie parziali dei denti decidui, sono terapie che possiamo includere nel campo dell’endodonzia, dell’odontoiatria conservativa e della pedodonzia, dato che hanno in comune l’otturazione finale.

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