Studio Campese odontoiatria Ferrara

Cos’è l’Ortodonzia?

Cos’è l’Ortodonzia o Ortognatodonzia?
L’ortodonzia, anche chiamata ortognatodonzia, è quella particolare branca dell’odontoiatria che studia le diverse anomalie della costituzione, dello sviluppo, della posizione dei denti e delle ossa mascellari; è attuata esclusivamente dagli odontoiatri e specialisti in ortognatodonzia. Essa ha lo scopo di prevenire, eliminare o attenuare tali anomalie mantenendo o riportando gli organi della masticazione e il profilo facciale nella posizione più corretta possibile.
La pratica ortodontica consiste sostanzialmente in due tipi di terapia che molto spesso sono consequenziali.
Terapia chirurgica: si attua estraendo quei denti che ostacolano l’allineamento e l’articolazione degli altri o la corretta posizione

dento-facciale.

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Terapia meccanica: si attua mediante la costruzione di diversi tipi di apparecchi che potremo suddividere a loro volta in:

Apparecchi attivi: agiscono direttamente con la loro forza quando viene attivata (es. apparecchi con viti, archi, molle ecc.)
Apparecchi passivi: sfruttano le forze masticatorie essendo di per sé inattivi (es. placca vestibolare, piano inclinato, ecc.).

Principali componenti biomeccaniche della terapia
Forza: viene applicata per ottenere il risultato diagnosticato, è opportuno dosarla adeguatamente per evitare di causare errori che potrebbero risultare irreparabili.
Quando si ha il tempo necessario è preferibile quindi applicare forze di poca intensità (spesso per ragioni di tempo, di solito per richieste da parte dei genitori del piccolo paziente, si verifica purtroppo il contrario).
Pressione: essa viene esercitata sui tessuti orali mediante la suddetta componente (forza), alla quale è quindi strettamente collegata; il risultato è uno spostamento del dente prodotto dal riassorbimento dell’osso alveolare compresso e conseguente apposizione ossea nella zona opposta (con spostamento del dente nella direzione voluta).
Ancoraggio: è costituito dalle strutture (in genere denti) che collegate al dispositivo, permettono ad esso di esercitare le proprie forze sulle parti anatomiche da spostare; interessa in genere un buon numero di denti, in quanto gli elementi di ancoraggio devono sempre essere di gran lunga più numerosi rispetto agli elementi da muovere (in genere il rapporto minimo è di 2 a 1).
Ritenzione: è la resistenza delle strutture anatomiche interessate opposta alle forze dinamiche verticali; essa si avvale in particolar modo dei sottosquadri dei denti.

Le tre classi dentali
La cura delle dismorfosi facciali ha radici molto antiche, basti pensare al tentativo di correggere la ipermandibulia (III Classe scheletrica) della famiglia regnante degli Asburgo. Ma è solo agli inizi del Novecento che negli USA si classifica il problema con senso critico e scientifico.
Si deve infatti al Dr. E. Angle la classificazione, tuttora utilizzata, dei rapporti tra le arcate dentarie in occlusione in base alla posizione relativa dei primi molari e dei canini (superiori e inferiori) permanenti, che cataloga le occlusioni in tre classi:
La I Classe dentale

(occlusione corretta o normocclusione) è la più rappresentata nella popolazione nord-europea: il molare superiore (per mezzo della cuspide mesio-vestibolare) occlude nel solco tra la cuspide mesiale e https://www.acheterviagrafr24.com/acheter-du-viagra/ centrale del primo molare inferiore; il canino superiore si interpone dal lato vestibolare tra canino e premolare inferiori.
La II Classe dentale (detta malocclusione di II classe) è la più rappresentata nella popolazione indoeuropea e nelle sue due sottodivisioni, è caratterizzata da un iposviluppo della mandibola e da un abbassamento anteriore dell’osso mascellare superiore, in questo caso la cuspide mesio-vestibolare del molare superiore si incastra tra le creste marginali di secondo premolare e primo molare inferiore ed il canino superiore si pone sopra o davanti al canino inferiore.
La

III Classe dentale (malocclusione di III classe detta anche degli Asburgo) si riscontra prevalentemente nei gruppi umani di origini asiatiche con diverse tipologie. Si tratta di associazioni di ipersviluppo mandibolare ed iposviluppo mascellare con varie gradazioni di crescita: la cuspide mesio-vestibolare del molare superiore si pone distalmente al molare inferiore (in zona arretrata) infatti il molare occlude dopo il solco distale del molare inferiore.
Questa è la classificazione principale, esistono però infinite possibili sottovarianti nella posizione relativa tra le dentature.

Componenti della pratica ortodontica

Modelli ortodontici: manufatti in gesso che riportano fedelmente l’anatomia della dentatura del paziente; si ottengono dalla colatura di gesso apposito su impronte in materiale da impronta rilevate al paziente. Ne vengono eseguite numerose coppie (arcata superiore e arcata inferiore) durante la terapia per valutarne l’efficacia e le modifiche che le strutture anatomiche subiscono, vengono generalmente conservati in apposite scatole per rappresentare i diversi stadi in trattamenti ortodontici.

Ritentori: sono particolari tipi di ganci che in ortodonzia hanno il compito di tenere ancorata la parte in resina acrilica alle strutture dentali.

Ortodonzia fissa
E’ quel tipo di ortodonzia che utilizza dispositivi “incollati” dallo specialista direttamente nel cavo orale e che non possono essere rimossi dal paziente. Viene preferita generalmente in pazienti adulti o in ragazzi in tarda dentatura mista o permanente. L’ortodonzia fissa si compone di due parti:
1) Brackets o attacchi, piccole strutture incollate ai denti che possono essere metallici od in materiale estetico, che fungono da ancoraggio sul dente per i futuri movimenti
2) Fili elastici e molle che collegati ai denti attraverso i brackets possono esprimere la loro forza correttiva.

Ortodonzia invisibile

Ortodonzia linguale
Il trattamento ortodontico linguale viene incontro all’esigenza sempre maggiore di estetica e funzionalità che molti pazienti avvertono. Consiste nell’applicazione sulla superficie interna dei denti di un apparecchio multiattacco. Oltre agli innumerevoli

vantaggi estetici, l’ortodonzia linguale consente uno spostamento più omogeneo e corporeo dei denti, quindi è indicata anche in adulti con malocclusioni di grado medio/elevato.
Nuovi attacchi linguali e nuovi archi a memoria di forma hanno reso questa tecnica sempre più all’avanguardia migliorando il comfort dei pazienti. I nuovi apparecchi linguali disturbano meno la fonetica e consentono una vita di relazione assolutamente normale, essendo personalizzati esclusivamente per i denti del paziente.
Il discomfort iniziale che comunque si presenta in molti pazienti, si risolve nel giro di pochi giorni. I tempi del trattamento sono sovrapponibili a quelli che si realizzano con le altre tecniche esterne e, in alcuni casi, anche più veloci proprio grazie alla costituzione stessa del dispositivo.

Lo Studio si avvale della collaborazione di una Odontoiatra Specialista in Ortognatodonzia, Dr.ssa Rosaria Tosti, la quale è in grado di offrire tutti i tipi

di terapie sia per piccoli pazienti che per gli adulti.
Dalle terapie ortodontiche intercettive nei bambini in permuta dentaria, al metodo con mascherine trasparenti per evitare, quando possibile, di utilizzare sistemi antiestetici, specialmente nei giovani adulti. Nelle apparecchiature fisse vengono utilizzate anche piastrine estetiche ed a richiesta la tecnica linguale, mentre gli apparecchi mobili possono essere personalizzati (ad es. con i colori della squadra di calcio preferita).